NEWS

Originals

5 domande a ... Semaj Christon: “Contro la Virtus una vittoria che tiene alto il morale del gruppo. Fare il padre? Divertente”

5 domande a ... Semaj Christon: “Contro la Virtus una vittoria che tiene alto il morale del gruppo. Fare il padre? Divertente”

Il playmaker classe 1992 è stato uno degli artefici della vittoria ottenuta dalla Bertram Yachts Tortona sabato scorso contro la Virtus Bologna

Sabato avete ottenuto un importante risultato contro la Virtus Bologna: cosa rappresenta per voi?

Quella contro la Virtus è una grande affermazione di squadra, un successo che tiene alto il morale del gruppo. Me lo sono goduto. Sapevo che avremmo giocato duro e che ognuno avrebbe dato il meglio di sé perché l’avversario era la Virtus. Prima della partita avevo detto che eravamo al loro livello, a quello di Milano e di altre squadre simili: per dimostrarlo dobbiamo solo scendere in campo ed essere pronti a giocare.

Che differenze hai trovato tra la tua prima esperienza italiana e questa stagione? Qual è stato il momento più bello che ha vissuto in Europa? E il più difficile?

La mia prima stagione in Italia è trascorsa molto velocemente ed è stata fisica. Era il mio primo anno oltreoceano e quindi tutto era nuovo ai miei occhi. Anche la pallacanestro giocata qui era nuova quindi ho dovuto abituarmi alle regole e a tante altre cose. Ora invece, con l'avanzare dell'età, il gioco mi pare più lento. Oltre a ciò, Tortona poi ha un sacco di talento e questo rende molto più facile giocare, cercare di vincere le partite ed essere competitivi.

Il momento più bello probabilmente l'ho vissuto l'anno scorso, quando ero in Eurocup e abbiamo giocato a Bologna. Io ero in Germania, al Ratiopharm Ulm, e credo sia stata una delle mie esperienze migliori, uno dei momenti più belli della mia carriera cestistica: l'atmosfera era pazzesca e mi è piaciuto davvero vedere tanti tifosi assistere a una partita così bella. Il più difficile? Probabilmente proprio quella gara. Quella sconfitta mi ha fatto male. È stata una delusione perché non ce l'abbiamo fatta e io volevo continuare a giocare in Eurocup e provare a vincerla.

Hai giocato al fianco di molti giocatori di talento: da chi hai imparato di più? Chi ti ha dato i consigli più preziosi per la tua carriera?

Probabilmente credo di aver preso qualcosa un po’ da tutti i ragazzi con cui ho giocato: Shengelia, Austin Daye e un sacco di altre persone. Più di tutti forse direi Russell Westbrook che mi ha aperto gli occhi su come il basket sia un lavoro. Quando inizi ad affacciarti a questo mondo pensi che si tratti solo di basket, vuoi solo scendere in campo e giocare, non lo vedi davvero come qualcosa di serio e non senti di doverti prendere cura del corpo, alzarti la mattina, fare colazione e altre piccole cose di questo tipo. Lui mi diceva: “Devi fare questo, devi fare quello...”. Così probabilmente ho fatto mio quello che mi diceva più di quanto non abbia fatto con altri.

Se però dovessi scegliere un giocatore a cui rubare il talento non ho dubbi, scegliere Michael Jordan.

Il tuo primo lavoro è quello di giocatore di basket. Il tuo secondo lavoro è fare il papà. È più facile il primo o il secondo? Vedi tuo figlio in futuro come giocatore di basket?

Adesso fare il padre è facile e divertente. A mio figlio piace giocare, ama il basket. Ora ha solo tre anni, ne sta per compiere quattro quindi è piccolo però non si limita a correre e a tirare, fa quello che faccio io. Perciò è bello, direi proprio che non è complicato. Se vuole giocare a pallacanestro da grande, dipende da lui. A me piace. È qualcosa che potrei insegnargli a fare per molto tempo, ma dipende da lui. Qualsiasi cosa voglia fare ad ogni modo io sarò al suo fianco.

Parlami di tua madre quando hai iniziato a giocare a basket.

Lei è stata la mia allenatrice, mi ha insegnato il gioco facendo le piccole cose. Quando sono arrivato al liceo, non era più il mio coach ma stava a bordo campo come se fosse ancora la mia allenatrice, urlando e dicendomi “Devi fare questo e quest'altro”. Ha sempre visto le mie partite chiamandomi dopo per dirmi cosa avevo fatto o se avevo sbagliato qualcosa. Quindi mi ha sempre allenato.

 

LBA 4 YOU

SCARICA L'APP.
SCOPRI I CONTENUTI
ESCLUSIVI.

Scarica la App su Apple Store
Scarica la App  da Google Play
Title Sponsor
Platinum Sponsor
Platinum Sponsor
Official Sponsor
Official Sponsor
Technology Partner
Medical Supplier
Treno ufficiale
Official Ball
Technical Sponsor
Official Ticketing
Official Supplier
Official Water
Official Advisor
Media Partner
Media Partner
Media Partner
Official Radio